La cultura della dieta

La cultura della dieta

Per tantissimo tempo ho creduto nel messaggio positivo delle diete, non come sistema restrittivo, ma come stile di vita. Pensavo che stare a dieta fosse un modo per migliorarsi e per spingerci a dare il meglio di noi stessi.

Sono stata sempre a dieta, da che ne ho memoria. La prima risale a quando avevo 12 anni, quando avevo poco meno di 10 kg di sovrappeso. L’ultima l’ho iniziata quando avevo 39 anni e pesavo 140 kg.

E in tutta la mia vita sono sempre stata circondata da donne perennemente a dieta, in lotta con la bilancia, sia che avessero da perdere solo un paio di chili, sia che fossero molto in sovrappeso.

Ora mi rendo conto che viviamo in una società malata, che ci ha inculcato l’idea che la dieta sia un sano stile di vita, l’unico a quanto pare, come se ricordarci costantemente che non siamo abbastanza magre potesse in qualche modo renderci migliori.

Ma in che modo il sentirci sempre, costantemente, inadeguate e sbagliate, può renderci davvero migliori? In che modo una dieta restrittiva ci fa sentire più forti? E, soprattutto, a scapito di chi e di cosa?

L’industria legata alla perdita di peso lucra sulle nostre insicurezze e ci dice che dobbiamo sempre cercare di migliorarci. Come se migliorare sé stessi significasse solo ed esclusivamente migliorare il proprio aspetto fisico.

Tutto questo è lontano anni luce dall’idea di migliorare sé stessi, perché il tutto è incentrato solo ed esclusivamente sull’apparenza. Sei una persona migliore solo se sei magra? Di conseguenza le persone grasse sono brutte persone? E tutte le altre nostre qualità, in quanto persone a 360°, che peso hanno?

Trovo tutto questo semplicemente opprimente, un sistema malato che crea circoli viziosi dannosi, non solo a livello fisico, ma anche e soprattutto a livello psicologico. Se, quando avevo 12 anni, mi avessero detto che ero bella e che il mio corpo andava bene così com’era, invece di farmi sentire sbagliata e portarmi da un dietologo prima del menarca, probabilmente non avrei iniziato a sentirmi così diversa dal resto del mondo, non mi sarei chiusa in me stessa, non avrei iniziato a considerare il cibo come un nemico da combattere, non mi sarei sentita una debole ogni volta che provavo piacere nel mangiare qualcosa che sapevo mi avrebbe potuto far ingrassare. Da che ne ho memoria, non ricordo di aver mai mangiato con serenità, per il puro piacere di farlo e, come se questo non bastasse, mi sono sempre sentita osserva mentre mangiavo, perché se sei grassa la gente ti guarda male anche se addenti una mela.

Penso sia ora di dire basta alla cultura della dieta. Dovremmo iniziare tutte a sentirci soddisfatte dell’aspetto che il nostro corpo ha ORA, non di quello che avrà quando avremo portato a termine questo o quel programma alimentare. Non possiamo permettere che sia qualcun altro, o la società stessa. ad approvarci o disapprovarci basandosi solo sul nostro aspetto esteriore, non lasciamo che siano altri a dirci cosa dovremmo o non dovremmo mangiare, quanto e come dovremmo fare attività fisica. 

Dovremmo invece essere consapevoli ed orgogliose di noi stesse, di quelle che siamo e di quello che facciamo, ogni giorno, a prescindere dalla taglia che indossiamo.

Ribelliamoci alla cultura delle diete, riprendiamoci i nostri spazi e iniziamo a vivere una vita migliore nel corpo che abbiamo in questo momento.

Perché siamo persone che hanno un Universo dentro, non siamo fatte solo di carne e ossa, ma anche di emozioni, passioni, talenti, affetti e tanto altro ancora.

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