Perchè le forme del corpo

Perchè le forme del corpo

Sono sempre stata cicciottella, anche da bambina.

Una figlia cicciottella di una mamma magra e che oggi sarebbe additata come grassofobica.

Mia madre non sapeva spiegarsi il perché della mia conformazione fisica nè perché il mio appetito si traducesse in accumuli di grasso e non in altezza, per dire. Sono stata portata da medici e dietologi per risolvere questo “problema” sin dall’età di 12 anni e da allora è stato tutto un alternarsi di perdite di peso e conseguenti aumenti con interessi.

La cosa disdicevole per mia madre era che, pur dimagrendo, rimanevo sempre ciccia e, soprattutto, con un fondoschiena abbondante, regalo del patrimonio genetico della famiglia di mio padre e, per questo, forse ancora più mal visto.

La soluzione più semplice ed economica al mio “problema” fisico era di coprirmi.

Ho passato l’infanzia ad indossare camicioni informi che avevano il pregio di non stringere sui fianchi, in teoria nascondendoli. In pratica sembravo lo zio Fester della famiglia Addams, solo con più capelli.

Nell’adolescenza ho iniziato a rifiutarmi di indossare abiti a camicione e sono passata ai maglioni extralarge, sempre nella speranza di nascondere l’innascondibile e sempre con il risultato di sentirmi ancora più a disagio con me stessa e nel mondo.

Ho continuato a vestirmi così, abbondante, per nascondere i fianchi e tutto il resto, per anni, anche quando riuscivo a perdere molti chili.

Poi ho scoperto che qualcuno si è preso la briga di classificare le fisicità femminili differenti, perché non tutte abbiamo le stesse forme fisiche, indipendentemente dalla taglia che indossiamo, e che invece di pensare a coprire i nostri inestetismi, veri o presunti tali, potremmo semplicemente valorizzare i punti di forza.

Ho scoperto di essere una donna a pera, con le spalle più piccole rispetto ai fianchi e un punto vita sottile. Non sono sbagliata, sono solo fatta così. Allo stesso tempo ho scoperto che se indosso una maglia con scollo a barchetta, aderente, dentro un paio di jeans, mi vedo più sottile e proporzionata rispetto a quando indosso una maglietta abbondante scesa fino ai fianchi.

Ho scoperto che le gonne a ruota, che mia madre mi ha sempre vietato perché a suo parere mi allargano i fianchi, al contrario mi donano moltissimo, perché mettono in risalto il punto vita stretto allargandosi in maniera naturale sui fianchi generosi.

Ma soprattutto ho scoperto che quando sono vestita secondo i criteri della mia forma del corpo, mi guardo allo specchio e riesco anche a trovarmi carina.

Ammetto che delle volte mi vergogno, mi sento a disagio senza un maglione che mi copre fin sotto il fondoschiena, mi sento esposta agli sguardi e mi sento insicura. Perché la verità è che gli abiti abbondanti, che ho indossato per tutta la vita, sono di conforto per me, una specie di armatura dietro la quale tendo a nascondermi.

Quando mi sento a disagio, quando ho un giorno con l’autostima sotto i piedi, quando sono in pre-ciclo e mi sento gonfia come un pallone, non mi interessa di come dovrebbe vestirsi una donna a pera: tiro fuori il maglione più abbondante che ho e mi ci rifugio dentro senza sensi di colpa.

Allo stesso tempo a volte mi sento sufficientemente sicura da osare di mettere in risalto il mio punto vita, anche se non proprio da vespa, perché mi fa sentire più bella e femminile.

Insomma, ok le regole, ma alla fine sono io a decidere quando indossare cosa e come farlo, come è giusto che sia.

Ho scelto di organizzare lo shop di Miss Big Bones seguendo i dettami della teoria delle forme fisiche per semplificare la scelta a chi si chiede “Come mi starà?”, ma anche a chi non si è mai vista con indosso capi diversi da quelli che usa solo per nascondersi e non sa quanto bella potrebbe vedersi semplicemente indossando qualcosa di fatto appositamente per donne come lei.

Mi piacerebbe aiutare altre donne come me a non sentirsi sbagliate perché hanno una determinata forma del corpo, ma ad imparare ad apprezzarsi così come si è, mettendo in evidenza i propri punti di forza e, se si vuole, nascondendo o minimizzando quelle parti che le fanno sentire insicure.

Poi è chiaro che sono solo suggerimenti, non ho mai voluto e mai vorrò imporre a nessuno un modo di vestire che non sia in linea con i propri gusti e sentimenti.

In quanto donne la nostra unica aspirazione non dovrebbe essere quella di sentirci belle, così come non dovremmo relegare la nostra autostima ad un abito giusto o sbagliato. Eppure, consciamente o inconsciamente, utilizziamo l’abbigliamento, ma anche il trucco, il taglio di capelli, persino gli accessori, come armature con le quali affrontare il mondo.

Quando dobbiamo scegliere cosa indossare, vogliamo tutte vedere una immagine riflessa nello specchio che ci piaccia, che ci faccia sentire a nostro agio, che ci faccia sentire belle, perché nessuna si veste per essere brutta.

Per tanti anni ho pensato che per vedermi bella dovessi per forza dimagrire, invece bastava solo comprare abiti diversi.

Con Miss Big Bones provo a suggerire quali sono quegli abiti a donne come me, che vogliono solo sentirsi bene nella propria pelle.

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